Sul modello animale nella sperimentazione animale, una difesa scientifica (Appunti per una sinistra razionale)

di Francesco

Questo articolo prosegue la nostra serie di appunti per una sinistra razionale e inizia degli appunti su un argomento molto dibattuto ultimamente: la sperimentazione animale.
Essendo degli appunti, non faremo un discorso generale sulla sperimentazione animale, né proveremo ad affrontare i temi etici connessi; in rete esistono decine di spiegazioni ben più dettagliate per quanto riguarda la sperimentazione animale e la sua etica [1]. Da scienziati affronteremo solo alcuni punti critici funzionali alla discussione.
Si noti che il nodo fondamentale della discussione non è come si debba schierare ognuno di noi sull’animalismo come posizione etica in generale, ma come si debba schierare la sinistra nei confronti di una pratica scientifica assodata.

Appunti sul concetto di ipotesi sbagliata

Uno dei più seri argomenti utilizzati dai contrari alla sperimentazionale animale è il seguente:
La sperimentazione animale è basata sull’ipotesi che gli effetti di una pratica (farmaco o altro) su un animale possano predire che la stessa pratica abbia effetti simili sull’uomo. Chi è contro la sperimentazione animale sostiene che questa ipotesi sia contraddetta dalla realtà in molti casi e che quindi l’intero impianto della sperimentazione animale sia fallace (arrivando a definirla “falsa scienza”).

Noi non siamo biologi quindi non entreremo nel merito di quanto vera o falsa sia questa affermazione. Da un lato appare evidente come anatomia e fisiologia di molti animali siano estremamente simili a quelle umane e dall’altro è chiaro come sia anche possibile individuare le differenze. Ma il punto non è questo per quanto riguarda questa discussione. Chi si occupa di scienza seriamente non avrà difficoltà a capire la fallacia di questo argomento, che tuttavia non è una banalità, e che quindi cercheremo di spiegare.

Dato un fenomeno naturale qualsiasi, la scienza si occupa di capirne le regolarità e le variabilità e di inserirle in una teoria. La teoria deve dare una spiegazione di tutti i fenomeni conosciuti in un certo ambito, ma deve anche darsi dei limiti di applicabilità. All’interno della teoria si struttura una rappresentazione di quello che si crede aver compreso essere la realtà per quel fenomeno, cioè un modello del reale (Ad esempio si modellizzano i corpi celesti come delle sfere). Il modello del reale serve a due scopi: da un lato a dare una comprensione più profonda della realtà, cioè ad individuare quegli enti che nel mondo reale si creda esistano e non siano frutto delle nostre sensazioni (la terra è rotonda anche se sembra piatta), questa parte viene detta “ontologia”. Dall’altro le teorie e i modelli servono a fare delle predizioni verificabili sulla realtà a prescindere da quanto si creda che quei modelli riflettano la realtà stessa (la terra si può anche considerare piatta se si devono fare delle predizioni di distanze entro qualche kilometro).
Questa parte delle teorie e dei modelli del reale è quella che serve a “salvare i fenomeni”: ossia a essere in grado di fare calcoli accurati sulla realtà e utilizzare questi calcoli per sviluppare nuove tecnologie, a prescindere da quanto si creda alla “realtà” dei modelli usati.

Quanto detto vale dal punto di vista teorico della scienza, e basterebbe già a smontare l’obiezione predetta sulla validità o meno del “modello animale” come predittivo per l’uomo; infatti non vi è motivo per cui uno debba credere che il modello animale sia valido in assoluto: da un lato è la teoria stessa a mettere dei limiti alla sua applicabilità in ambiti ristretti di fisiologia e anatomia (etc) ben comprese, dall’altro il modello può essere anche completamente sbagliato ontologicamente, ma se funziona nella realtà, se salva i fenomeni, cioè se si è in grado di usarlo per costruire nuove tecniche e tecnologie mediche allora siamo autorizzati a considerarlo scientificamente valido. E quest’ultimo punto è chiaramente supportato dagli ultimi 100 anni di ricerca medica, dove dai vaccini alle protesi, la sperimentazione animale è stata trasferita con successo all’uomo [2].

Ma c’è un altro punto importante della ricerca scientifica che smonta questo argomento. Nella ricerca sperimentale il concetto principe che viene insegnato agli studenti del primo anno è il concetto di incertezza (o errore). L’incertezza rappresenta il limite di affidabilità di una certa misura e viene propagata come limite di affidabilità di una certa predizione. Ogni misura, anche la più precisa ha una sua incertezza dovuta o all’incertezza degli strumenti usati, o alla statistica o ancora alla validità delle ipotesi utilizzate.
Quest’ultima fonte di incertezza è di fondamentale importanza quando si vuol trasferire una predizione da un modello approssimato ad un modello meno approssimato (ad esempio da una sfera perfetta alla terra reale). Questa incertezza viene giudiziosamente valutata e tenuta in considerazione laddove si facciano sperimentazioni animali da trasferire all’uomo ed è appunto questa che ci da il livello di affidabilità e confidenza che se un farmaco cura il cancro in un topo potrà a sua volta curare statisticamente il cancro in un umano. E sottolineiamo “statisticamente”! Nelle misure in laboratorio e ancora di più in quelle cliniche infatti la più grossa fonte di incertezza è spesso la statistica, perché non si possono avere infiniti pazienti (animali o umani che siano) e qualsiasi predizione pur corroborata dalla riproducibilità in altri laboratori e su altri pazienti, avrà un incertezza statistica da tenere in conto.
Quindi quando ci si chiede se il “modello animale” è valido anziché guardare a qualche isolato caso (per non dire aneddoto) in cui questo non funziona, bisognerebbe considerare le migliaia di farmaci e tecniche cliniche sperimentate su animali e attualmente funzionanti sull’uomo. La scienza non è perfetta, ma è riproducibile.

Prima di dar spazio alla discussione, che su questo tema è rovente negli ultimi tempi, ripetiamo qui il target di questi appunti.
Questi appunti sono base di discussione per chi si consideri di sinistra e voglia formarsi un’opinione su temi su cui la scienza (o la razionalità) ha qualcosa da dire. Non sono una base di discussione neutra, noi abbiamo una opinione ben precisa e la sottolineiamo. Noi pensiamo che la sinistra debba farsi carico di portare avanti il fronte di idee razionaliste e scientifiche anche laddove ci si debba separare da correnti che con la sinistra hanno fatto tante lotte comuni (in questo caso l’animalismo radicale).
Non si tratta di dividersi ma di guidare chi si senta a sinistra verso un approccio razionale ai problemi, anche controintuitivo rispetto ad alcune forme di etica.

Note
[1] Alcuni link dettagliati sulla sperimentazione animale:
MedBunker
National center for the Replacement, Refinement and Reduction of Animals in Research
Speaking of Research
[2] Come esempio si consideri la lista dei premi nobel attribuiti a ricerche mediche basate sulla sperimentazione animale
http://www.animalresearch.info/en/medical-advances/nobel-prizes/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...